L’assenza di un ampia condivisione del progetto ha portato negli ultimi anni, dopo gli ingenti investimenti e una breve ripartenza a ritmo ridotto degli impianti, ad un nuovo fermo del Bacino di Collerotondo.
Siamo oggi ad un bivio: proseguire con investimenti pubblici o puntare su investimenti privati scegliendo un imprenditore del settore.
Per i nostalgici diciamo che siamo nel terzo millennio, anni che non sono confrontabili con gli anni “50” post guerra dove tutto sembrava possibile anche con il volontariato. Un periodo florido dove la confusione era produttiva e mandava avanti la baracca. Ora non e’ così. La confusione fa danni enormi. Bisogna farsene una ragione e guardare la realtà attuale.
Cosa fare allora?
Noi auspichiamo che l’amministrazione comunale (ANSA) dia concretamente seguito all’obiettivo strategico dichiarato di affidare il Bacino di Collerotondo, ora nella piena disponibilità del Comune di Scanno, ad un imprenditore leader del settore per una lunga durata.

