13 febbraio 2026

Tari la copertura e’ a totale carico delle tariffe? NO va sostenuta PURE con fondi comunali!!!!






Del Servizio di smaltimento dei rifiuti quel che emergerebbe nei vari dibattiti risulta che esso va coperto esclusivamente con le tariffe applicate ai cittadini. 

Un fatto che e’ sembrato strano vista la obiettiva complessità di riparto di costi dove c’è di tutto.

Linea Pescara–Roma, appello ai candidati sindaci: “Avezzano non può più aspettare”

 Ondatv


La linea Pescara - Roma  una priorità strategica per l’intero sistema infrastrutturale nazionale ed europeo. 

IMU 2026: nuove aliquote, agevolazioni e criteri più uniformi per i Comuni. Era ora !!

News Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore la nuova IMU, frutto di una profonda revisione delle aliquote e dei criteri di applicazione. La riforma introduce maggiore uniformità a livello nazionale, apre a riduzioni per seconde case poco utilizzate e immobili inagibili. 

Un piccolo passo in avanti. Si auspica che si possa finalmente dare maggiore equità alle imposte anche per mantenere in vita le piccole comunità.

12 febbraio 2026

Fondi europei: Paolucci (Pd) rivela “La Regione fanalino di coda nella spesa”

 Corriere Peligno


“I dati sull’utilizzo dei fondi strutturali europei 2021–2027 collocano l’Abruzzo tra le regioni con le performance più basse del Paese. Parliamo di 94,6 milioni di euro spesi su oltre 1,08 miliardi disponibili, appena l’8,7% delle risorse Fesr e Fse+, contro una media nazionale dell’11,7%. È un segnale che non può essere ignorato e che dall’allarme dato dalla Uil nei giorni scorso, arriverà in Consiglio regionale attraverso un’apposita interpellanza”, così il capogruppo del Partito Democratico, Silvio Paolucci, interviene con una nota stampa “dopo l’analisi diffusa dalla segreteria regionale Uil. Il dato più preoccupante riguarda il Fondo Sociale Europeo Plus, lo strumento che finanzia politiche attive del lavoro, formazione e inclusione sociale: l’Abruzzo si ferma all’8,4% di spesa certificata, mentre la media nazionale è al 16% – illustra – . È un divario che pesa su giovani, Neet, donne, lavoratori precari e categorie fragili, proprio mentre crescono la cassa integrazione e l’incertezza occupazionale. Da anni lamento che il problema esiste, non riguarda solo la spesa certificata, ma la capacità di programmazione e di traduzione degli interventi in progetti concreti. Non basta avere le risorse sulla carta”.

Riforma del terzo settore no profit! no grazie


La Riforma del Terzo Settore italiana, pienamente operativa dal 1° gennaio 2026, rivoluziona il non profit, eliminando la qualifica di Onlus a favore del Registro Unico Nazionale (RUNTS). L’obiettivo e’ sempre lo stesso, superare le correnti modalità e creare un quadro trasparente di collaborazione tra enti pubblici e terzo settore attraverso la co-programmazione e co-progettazione.