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La suggestione di un luogo sacro, la devozione di un popolo e il fascino di un’eredità spirituale secolare si intrecciano con una polemica accesa che in questi giorni sta infiammando Sulmona.
Al centro del dibattito l’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone, una delle porte sante perenni della Chiesa cattolica, meta ieri mattina di circa duecento persone, molte delle quali giunte da fuori città, richiamate dal valore religioso del sito e dal desiderio di ottenere l’indulgenza plenaria.
Il vescovo contesta non solo la gestione ma anche la proprietà stessa del sito sacro, rivendicando il ruolo della Chiesa e manifestando preoccupazione per la mancanza di un coinvolgimento diretto da parte dell’autorità ecclesiastica. Una presa di posizione che ha fatto emergere tensioni mai del tutto sopite.
