Scanno, si rinnova la tradizione delle Glorie di San Martino: un rito propiziatorio di origini pagane, che segna la fine dell’estate agricola e invoca un inverno benigno.
Ogni 10 novembre, vigilia di San Martino, i tre rioni storici – Cardella, La Plaja e San Martino – erigono sulle colline circostanti altissime cataste di legna, vere e proprie torri di rami e tronchi raccolti nei boschi vicini.
A calar del sole, con un’esplosione sincronizzata, queste “glorie” vengono accese, trasformando il cielo in un arazzo di fiamme arancioni che danzano contro le cime innevate. Non è solo spettacolo: è un marchio di appartenenza, un momento collettivo che unisce generazioni, dove solo gli scannesi (o chi da loro accompagnato) possono scalare i monti per i preparativi. Come raccontano gli anziani, il rito affonda le radici nella bonifica dei campi autunnali, un gesto di purificazione che evolve in festa comunitaria, eco di un Capotempo – il ciclo contadino abruzzese – ricco di suggestioni mitiche.

