La riforma della legge elettorale targata centrodestra prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama (fino a un tetto rispettivamente di 220 e 113 eletti, esclusi quelli della circoscrizione Estero) alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei consensi.
Se nessuno arriva a questa percentuale, o alla Camera e al Senato si registrano esiti elettorali diversi, si procede con un proporzionale puro.
Per l’ingresso delle liste in Parlamento, le soglie di sbarramento già oggi previste: il 10% per le coalizioni e il 3% per le liste, con la novità del ripescaggio per il “miglior perdente” coalizzato.
È previsto l’esonero dalla raccolta delle firme per chi abbia un gruppo parlamentare in una delle due Camere, ma da prima del 31 dicembre 2025 (non ne usufruiranno FnV e +Europa).
