Una notizia bella che viene da Sulmona ma che noi potremmo definire doverosa: garantire un servizio pubblico gratuito a chi, pur non avendo la residenza anagrafica a Scanno, vive concretamente nella nostra comunità.
Scanno, perché non dare servizi a chi vive la comunità al di là della residenza?
È una questione tutt’altro che marginale. infatti a Scanno il fenomeno di chi trascorre gran parte dell’anno in paese senza avere la residenza non e’ marginale. Una realtà pertanto che andrebbe monitorata e considerata maggiormente nelle politiche comunali.
Chi vive a Scanno da comunque un contributo all’economia del paese mantenendo vivo il tessuto sociale e i servizi. Ragionare esclusivamente su dati anagrafici è riduttivo e finisce per creare, di fatto, discriminazioni inaccettabili di cittadini a tutti gli effetti del paese, peraltro quelli che forse lo amano di più.
In un mondo sempre più mobile e interconnesso, nel quale i confini amministrativi spesso non coincidono più con quelli della vita reale, sarebbe opportuno interrogarsi su queste situazioni.
Non si tratta di mettere in discussione il valore della residenza anagrafica, che naturalmente mantiene la sua funzione. Si tratta piuttosto di non ignorare una realtà sociale ed economica ormai evidente e di evitare che regole pensate per altri tempi producano oggi effetti poco coerenti con la vita delle persone.
L’auspicio è quindi che, prima o poi, anche a Scanno il fenomeno venga adeguatamente monitorato e che si possano individuare strumenti e forme di accesso ai servizi che non penalizzino chi vive concretamente il paese, pur mantenendo per diverse ragioni la residenza altrove.
Perché una comunità non è fatta soltanto dagli iscritti all’anagrafe. È fatta anche da chi la frequenta, la sostiene, la vive e contribuisce quotidianamente a mantenerla viva.
Un intervento che sarebbe non soltanto utile, ma anche un segno di civiltà e di attenzione verso una Scanno che cambia.

