Nei giorni scorsi abbiamo condiviso alcune riflessioni anche sui vincoli di un Ente locale nella costituzione di una Fondazione di partecipazione e le conseguenze sul ridotto numero di associazioni di Scanno ammesse (tre su una platea molto ampia). Una marginalizzazione incomprensibile, in quanto esse, molto attive, sono le reali custodi dell’ambiente, delle tradizioni e della cultura scannese.
Dalle riflessioni infatti è emerso, in primo luogo, che un Ente locale in dissesto finanziario non puo’ privarsi del patrimonio indispensabile per la costituzione di una Fondazione.
Inoltre e’ stato precisato dalla Corte dei Conti che un Ente locale che partecipa, con il suo patrimonio, ad una Fondazione rimane soggetta ai controlli della stessa Corte volti a tutelare l’interesse pubblico.In un quadro generale ancora da definire (anni) per la stipula dell’atto costitutivo e per la definizione dei conferimenti, la selezione dei soci privati piu' utili alla Fondazione e’ stata quanto meno prematura.
Il ridotto numero degli ammessi riconducibili in gran parte al ristretto periodo concesso nel bando ma anche agli stringenti requisiti richiesti che di fatto hanno tagliato la pressoché totale platea delle associazioni scannesi che rappresentano le tradizioni e la cultura scannese e quindi impedito quell’ampia partecipazione richiesta per una tale iniziativa sociale.
A noi sembra che in un mondo sempre più globalizzato ogni paese ha il dovere di riconoscere, al volontariato e al terzo settore, l’impegno, profuso quotidianamente per custodire l’ambiente, le tradizioni e la cultura scannese.
Chiudiamo con le parole di Enrico Ruggeri Mistero!

