18 gennaio 2026

Civiltà delle macchine e diritto all’immaginazione, la sfida culturale di L’Aquila 2026


Blog L’Aquila I droni che hanno disegnato immagini nel cielo, le figure che prendevano forma sopra il centro storico, e soprattutto quel suono spontaneo – gli “ohhh” degli aquilani con lo sguardo rivolto in alto – riportano a una scena che sta all’origine dell’immaginario contemporaneo.

È il 28 dicembre 1895, al Salon Indien del Grand Café, sul boulevard des Capucines di Parigi. Le prime proiezioni dei fratelli Lumière aprono un’esperienza nuova, ancora senza icone definitive. 

Il celebre treno arriverà poco dopo, ma diventerà retroattivamente l’immagine simbolo di quello stupore iniziale. Esattamente come accade oggi, quando non è la tecnologia in sé a contare, ma l’immaginario che riesce a generare. Ieri a L’Aquila è successo qualcosa di simile. Il cielo è diventato una superficie condivisa, e la luce un mezzo narrativo. Per qualche ora la città ha alzato lo sguardo come se quello spazio fosse tornato disponibile, abitabile, comune.