27 giugno 2026

APPELLO DEL VESCOVO- Luoghi del cuore FAI, -Clicca qui per votare SANTA CHIARA A SULMONA



Il gioiello barocco della Valle Peligna partecipa alla grande campagna di partecipazione civile. Curare le ferite di questo luogo dello spirito significa dare voce alle radici delle aree interne.




C’è un silenzio, tra le mura spesse del Monastero di Santa Chiara a Sulmona, che non è assenza di vita, ma densità di memoria. È il silenzio antico delle clarisse che per secoli hanno custodito il fuoco della preghiera nel cuore d’Abruzzo; ma è anche, purtroppo, il silenzio della fragilità di un patrimonio che rischia l’oblio se la comunità degli uomini decide di voltarsi dall’altra parte. Ed è proprio per rompere questa seconda e pericolosa forma di silenzio che la cittadinanza e gli amanti della bellezza si stanno mobilitando, affidando le speranze di rinascita a uno strumento di straordinaria partecipazione civile: il censimento de “I Luoghi del Cuore”, la grande campagna nazionale promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.

L’iniziativa, giunta alla sua nuova edizione, si conferma un formidabile esercizio di “democrazia del territorio”. Non si tratta di una sterile competizione o di un concorso di bellezza fine a se stesso, ma di una chiamata alla corresponsabilità. Attraverso il voto popolare, il FAI offre la possibilità concreta di accendere i riflettori su beni artistici e paesaggistici dimenticati o bisognosi di cure, stanziando contributi economici diretti per il restauro e la valorizzazione dei siti più votati. Un modo per dare voce a chi non ce l’ha, proprio come quel gioiello nascosto che è il Parlatorio barocco del complesso clariano sulmonese.

Fondata nel XIII secolo, la struttura di Santa Chiara rappresenta uno dei fulcri spirituali e culturali della Valle Peligna. Ma è varcando la soglia del parlatorio che la storia si fa carne e arte. In questo spazio, dove la dimensione della clausura incontrava il mondo esterno, l’architettura barocca ha saputo creare un perfetto equilibrio tra rigore spirituale e fasto decorativo. Le grate, i soffitti lavorati e le armonie spaziali raccontano di un tempo in cui l’arte era l’alfabeto con cui l’uomo dialogava con l’Infinito. Oggi, tuttavia, questo luogo dello spirito porta i segni evidenti delle ferite del tempo e della necessità urgente di un restauro scientifico che ne preservi l’integrità strutturale e ne consenta una piena, e doverosa, fruizione pubblica.

Votare per il Parlatorio di Santa Chiara non è dunque un semplice atto di nostalgia estetica, ma un dovere morale verso la nostra identità. Significa firmare un patto tra generazioni, custodendo quel “capitale di bellezza” che abbiamo ricevuto in dono e che abbiamo l’obbligo di consegnare intatto a chi verrà dopo di noi. Curare ferite come quelle di Santa Chiara significa anche dare un segnale di speranza alle aree interne del nostro Paese, dimostrando che il riscatto sociale ed economico delle comunità non può prescindere dalla cura delle proprie radici culturali.

L’invito a partecipare è aperto a tutti ed è di una semplicità disarmante, che contrasta con la portata del suo potenziale impatto: è sufficiente connettersi al portale istituzionale, cercare la sezione dedicata ai censimenti nazionali e accedere direttamente alla scheda per votare il Monastero e parlatorio di Santa Chiara a Sulmona. Un piccolo gesto di cittadinanza attiva, un voto che si trasforma in cura. Sostenere il Parlatorio di Santa Chiara significa, in fondo, fare propria l’esortazione a non lasciare che la bellezza si spenga, per continuare a trovare, anche dentro quelle grate, le tracce luminose della nostra storia comune.