La domanda che ha attraversato tutto l’intervento di Papa Leone XIV all’UNESCO è stata semplice e al contempo radicale: «che cosa significa essere umani?».
È attorno a questo interrogativo che il Pontefice ha costruito il suo intervento davanti ai rappresentanti degli Stati membri e osservatori, delle Organizzazioni internazionali, del mondo accademico e della società civile. Un discorso nel quale educazione, scienza e cultura vengono presentate come strumenti essenziali per costruire la pace, difendere la dignità della persona e orientare il progresso tecnologico verso il bene dell’uomo.
Fin dalle prime battute, Leone XIV ha richiamato la missione dell’UNESCO e il legame tra cooperazione internazionale e costruzione di un mondo più giusto: «Costruire insieme un mondo giusto è, infatti, il fondamento stesso della cooperazione internazionale.»
E ha ricordato: «Nel 2027 ricorrerà il 75° anniversario della presenza della Santa Sede presso l’UNESCO: una presenza che scaturisce dalla convinzione che il futuro dipenda innanzitutto dal rispetto e dalla promozione della dignità inalienabile di ogni essere umano creato a immagine di Dio.»
È una prospettiva che accompagna tutto il discorso: il progresso, per essere autenticamente umano, non può prescindere dalla persona.
