La riforma del Terzo Settore in Italia ha preso il via con la legge 6 giugno 2016, n. 106. Trascorsi quindi circa dieci anni in cui non si è sprigionato quel rumoroso entusiasmo auspicato dal legislatore ma semplicemente un silenzioso mantenimento dello status quo.
Eppure la nuova normativa ha messo a disposizioni strumenti e dato la possibilità di utilizzare, con procedure semplificate, qualificate risorse utili a sopperire alle ormai lamentate carenze interne e di conseguenza migliorare e/o potenziare i servizi collettivi.
E’ stato a tal fine ritagliato nel codice degli appalti un ampio segmento di attività dove sono applicabili le procedure semplificate e trasparenti del codice del terzo settore alternative a quelle dell’appalto.
A tutto ciò la risposta sembrerebbe: no grazie!