12 febbraio 2026

Riforma del terzo settore no profit! no grazie


La Riforma del Terzo Settore italiana, pienamente operativa dal 1° gennaio 2026, rivoluziona il non profit, eliminando la qualifica di Onlus a favore del Registro Unico Nazionale (RUNTS). L’obiettivo e’ sempre lo stesso, superare le correnti modalità e creare un quadro trasparente di collaborazione tra enti pubblici e terzo settore attraverso la co-programmazione e co-progettazione.

La riforma del Terzo Settore in Italia ha preso il via con la legge 6 giugno 2016, n. 106. Trascorsi quindi circa dieci anni in cui non si è sprigionato quel rumoroso entusiasmo auspicato dal legislatore ma semplicemente un silenzioso mantenimento dello status quo.

Eppure la nuova normativa ha messo a disposizioni strumenti e dato la possibilità di  utilizzare, con procedure semplificate, qualificate risorse utili a sopperire alle ormai lamentate carenze interne e  di conseguenza migliorare e/o potenziare i servizi collettivi. 

E’ stato a tal fine ritagliato nel codice degli appalti un ampio segmento di attività dove sono applicabili le procedure semplificate e trasparenti del codice del terzo settore alternative a quelle dell’appalto.  

A tutto ciò la risposta sembrerebbe: no grazie!