Partito per Roma il presepe abruzzese destinato a Piazza San Pietro
Un po’ di storia per rinfrescare lo spirito degli abruzzesi che lo scrittore e giornalista Primo Levi ha evidenziato nel suo libro di viaggi Abruzzo forte e gentile. Impressioni d'occhio e di cuore, che da sempre applicato dagli scannesi.
Con il quale lo scrittore, nel lontano 1883, ha coniato l"Abruzzo forte e gentile", che unisce magistralmente due concetti cardine della nostra terra:
-l’Abruzzo operoso: La radicata cultura del lavoro, del sacrificio e della dignità che caratterizza la popolazione, legata sia alla durezza della vita pastorale e montana delle origini sia allo sviluppo artigianale e industriale successivo.
-il sacrificarsi alla luce: Un'immagine che richiama la trasparenza, la limpidezza spirituale e l'onestà tipiche di chi agisce a viso aperto, ma che evoca anche la bellezza cruda dei paesaggi appenninici, dove la nebbia e le ombre delle vette letteralmente "si sacrificano" per lasciare spazio alla luce del sole.
Essere forti e gentili significa anche avere il coraggio di guardare la realtà per quella che è, senza nascondersi e senza voltarsi dall’altra parte.
Due cardini che sono stati ben interpretati dai nostri avi con la dignità del lavoro e con la volontà di far crescere il nostro paese che tutelato e valorizzato.
Affrontiamo allora la realtà a viso aperto, con la forza e la gentilezza che appartengono alla nostra storia.
