I Giardinetti, un luogo della memoria che può tornare a vivere
Ci sono luoghi che non sono semplicemente spazi pubblici. Sono parte della memoria collettiva di una comunità, luoghi nei quali si intrecciano ricordi personali e storia di intere generazioni. I Giardinetti, nati come Parco della Rimembranza, appartengono certamente a questa categoria.
Nel corso degli anni, il luogo ha assunto un significato sempre più profondo per la comunità: dapprima luogo di incontro e di ricreazione per le generazioni del dopoguerra, poi punto di riferimento per i loro figli e, successivamente, per le generazioni che si sono avvicendate nel tempo.
Per oltre cinquant’anni, i Giardinetti sono stati molto più di un semplice parco. Sono stati un luogo dove incontrarsi, fermarsi a parlare, accompagnare i bambini a giocare, vivere momenti di quotidianità e costruire ricordi destinati a rimanere nel tempo.
Quanti bambini hanno mosso li i loro primi passi? Quante famiglie si sono incontrate? Quante amicizie sono nate? quante generazioni lo hanno condiviso?
È proprio per questo che oggi fa ancora più dispiacere vedere i Giardinetti lontani da quella che è stata per decenni la loro funzione naturale: essere un luogo accogliente, vivo e sicuro, capace di mettere insieme le famiglie e offrire ai bambini uno spazio nel quale giocare e stare insieme.
Non si tratta quindi soltanto di un’area verde da sistemare ma di restituire alla comunità un pezzo della propria identità ovvero di investire in relazioni, socialità e qualità della vita. Un paese che si prende cura dei luoghi destinati a famiglie e bambini dimostra di avere a cuore il proprio futuro.
I Giardinetti possono e devono tornare ad essere luogo della memoria, di incontro. di gioco e di vita.
